La Corte di Cassazione ha riconosciuto legale il settore dei tornei di texas hold’em live freezeout senza distinzioni di sorta dando regole precise e sopratutto togliendo quella “cortina di dubbio” che contornava questi tornei e li faceva entrare nel gioco d’azzardo: in pochi mesi è arrivata questa ulteriore decisione che ha legalizzato alcuni circoli di poker e quindi i giocatori saranno in ambienti più congegnali alla loro professionalità e sopratutto giocheranno in maniera più serena e sicura.

Le disposizioni della Cassazione detta regole e canoni che dovranno essere seguiti e non più ignorati e chi si adeguerà non avrà assolutamente problemi, ma chi non lo farà potrà incorrere in eventuali condanne penali. Rimangono fuori dalla “legalità” coloro che propongono cash game o tornei con più rebuys rimanendo quindi a rischio pene e condanne.

Ci voleva una sorta di legittimazione anche se il pubblico è sempre “ostico” nei confronti del settore gioco d’azzardo poiché troppe notizie negative sono apparse e vi sono state conseguenze anche tragiche che hanno colpito profondamente il “sociale”. Ecco questa forma quindi di demonizzazione in generale non vediamo abbia ragione di esistere in quanto ognuno di noi è “padrone della propria vita” e secondo il nostro parere devono essere invece affrontate più seriamente le azioni di prevenzione e di conoscenza.

Vero è che si deve accogliere questa legittimazione della Cassazione come un grande passo verso la legalizzazione del gioco d’azzardo presso i circoli e così si eviterà l’allargarsi di illegalità e formazione di strutture parallele alla legalità che non possono certo che creare un’alternativa che a noi non piace affatto: l’illegalità porta delinquenza, riciclo di danaro, sfruttamento tutte cose che nulla hanno a che vedere con un “gioco”.

Le autorità dovrebbero prendere atto di questi significativi precedenti e – dopo quattro anni – pubblicare il regolamento, già previsto da una legge ordinaria approvata dal Parlamento italiano. Nel caso contrario, prenderà sempre più corpo una rete parallela, legittimata dalla giurisprudenza.